Thursday, September 21, 2017
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Riflessioni di un’aostana trasferitasi in Oltrepò pavese – 5 Infiammazioni e cure

A fine aprile sono salita con un amico sul Monte Tobbio. Una doppia tendinite, a entrambe le caviglie, mi ha tenuta per alcuni mesi lontana dai sentieri. Le caviglie, si sa, sono delicate, facili a infiammarsi, in chi frequenta terra, pietra e sassi, spesso anche correndo. Se si ammalano tocca avere pazienza, riposare, aspettare che guariscano, prima di spingerci di nuovo sopra, in salita, prima di tirarle di nuovo, in discesa.

02A fine infiammazione ho ribattezzato le caviglie con una camminata su questo monte dell’Appennino ligure, che sta in Piemonte, in provincia di Alessandria. Alto nemmeno millecento metri, spicca però su tutte le altre cime di quella porzione di appennino. Sicchè dalla cima si può guardare tutto intorno, e vedere il golfo di Genova, le colline della Langa e del Monferrato, porzioni dell’arco alpino. Per me, che vengo da una cittadina conficcata in un buco tra le Alpi, è ogni volta stupore puro poter seguire da lì, da quel monticello ligure-piemontese, il profilo del Monte Rosa.

Adesso, tre mesi dopo, a fine luglio, mentre si avvicinano giorni in cui salirò sul Rosa, mi torna alla mente quel profilo – sfumato da un velo di foschia, indistinto, da indovinare quasi…

03Dietro Gianpiero, con le caviglie che scricchiolavano, con il busto puntato sui bastoncini, sono salita da Voltaggio alla vetta sentendo il corpo ritrovare i movimenti, i ritmi, le posizioni, i gesti, le sensazioni. Sentendo il corpo. Sentendo soprattutto il corpo. Sentendo quasi solo il corpo.

Dietro a Gianpiero, sono ridiscesa dalla cima al paese provando gratitudine per le caviglie risanate. Per i piedi e le gambe e le braccia e la schiena. Per tutto quel meccanismo strepitoso di muscoli e vasi sanguigni e ossa e articolazioni che mi consente di salire e di guardare e di scendere.

Forse fermarsi serve a ripartire con più slancio. A riscoprire come pestare terra e pietra, spingere sulle gambe, rifiatare, vedere intorno… conduce al cuore. Porta in una condizione di grazia, in cui i pensieri si sgravano e gli umori si arrotondano, in cui si fa pace con se stessi.

Forse per questo andiamo in montagna: perché ci disinfiamma la mente, ci disinfiamma l’anima.
Orlanda Furiosa

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