Monday, November 20, 2017
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Riflessioni di un’aostana trasferitasi in Oltrepo pavese – 4 Neve

Sono stata qualche giorno in Valle, nei miei luoghi di bimba, a cercare la neve.

16990602_1662690644032131_308224482_oL’inverno qui assume altri volti. Il bianco scende in nebbia, in foschia, non in fiocchi. L’inverno per lo più resta sospeso, non tocca il suolo se non come brina, perle ghiacchiate – più grigio che bianco. La terra rimane gialla e marrone, dura, segnata da tracce precise. Mi sono abituata a questi terreni che non accolgono e non divertono, che invitano alla pazienza, al riposo. Ma come non sentire la voglia di vedere la neve? Di passarci sopra, sostarci sotto, di appallottolarla e succhiarla…

La neve! Risveglia quello stupore retaggio dell’infanzia, ci diverte, ci incanta. Ci fa sentire liberi, allegri, sospesi. Ci regala quel senso di appartenenza alla natura…

17016590_1662690507365478_1908121668_oLa neve ci fa dono di una magnifica contraddizione: ci rallenta e ci affatica e quindi ci ricorda che siamo grevi, pesantissimi, ma al contempo attutisce l’impatto con la terra e quindi ci illude di essere lievi, leggeri. È così: siamo impacciati eppure ci sentiamo soavi, siamo lenti eppure ci sentiamo potenti, siamo attrezzati e imbacuccati eppure ci sentiamo puri, selvaggi.

La neve… Coltre che sfuma i contorni e camuffa i confini. Coperta che ammorbidisce il mondo arrotondando gli angoli e smorzando i rumori e attenuando i colpi. Cristallo che crea un nuovo ordine spazio-temporale fiabesco e ovattato. Bianco che sbianca le brutture e i peccati del mondo.
Orlanda Furiosa 

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