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Gita al Sigaro: pendii immacolati tutti per noi

La nevicata dei giorni scorsi ha finalmente imbiancato la nostra Valle. Anche a bassa quota, la Dama bianca ha fatto la sua comparsa, colorando finalmente d’inverno boschi e montagne. E con una nevicata così, di certo ieri non si poteva stare a casa.

Fortunatamente con noi c’è anche Roberto, la guida, che ci propone una gita lontano dai soliti giri. Insomma, una gita vera, immersi nella natura. Il bollettino valanghe ha messo in guardia gli appassionati: tra la nevicata recente e il vento, le condizioni non sono certo ottimali.

Roberto ci propone un grande classico, il Sigaro a Valgrisenche. Accettiamo e dopo tante uscite con l’attrezzatura da gara, partiamo con entusiasmo con scarponi e sci da gita ai piedi: iniziamo ad avvicinarci alla stradina sopra la pista di fondo credendo di trovare la traccia già fatta. E invece niente. La neve davanti a noi è immacolata, che tradotto significa molta più fatica per salire, ma soprattutto vuol dire pendii vergini tutti da sciare in discesa.

IMG_0928Avanziamo con passo regolare, fa molto freddo, nonostante nel bosco il vento gelido non si senta più di tanto. Sbuchiamo sopra gli ultimi alberi e davanti a noi si apre un panorama unico: la valle si apre in un grande catino circondato dalle montagne. La spessa coltre di neve smussa gli angoli delle balze che dovremo superare, tutto appare ovattato, una distesa ricoperta di bambagia che ai pochi raggi di sole che si insinuano tra le nuvole in cielo risplendi di riflessi magici. Un colpo d’occhio che risulta quasi ipnotico, potrei rimanere a guardarlo per delle ore.

Chiaramente non si può, continuiamo a salire verso la nostra meta. Ogni tanto, proprio nei punti dove passiamo, la neve si assesta con il classico rumore, che a dirla tutta è anche un po’ inquietante.

Il pendio non è molto ripido, sopra di noi non c’è nulla, non è il caso di preoccuparsi in quel tratto. Proseguiamo fino alle pendici del Sigaro: mancano circa 150 metri di dislivello, ma Roberto, valutate le condizioni, decide di fermarsi. Inutile rischiare.

Mentre tolgo le pelli e mi vesto, pregusto già la discesa. Nel frattempo arriva un altro gruppo, ma noi ormai siamo pronti: nessuno ci può togliere il piacere di lasciare per primi la nostra firma su quei pendii immacolati!

Come sempre, Roberto ci precede. Lo seguiamo con il sorriso sulle labbra e urlando di gioia per la sensazione fantastica che si prova galleggiando sulla neve. Lascio correre gli sci, faccio qualche curva e sento la neve che mi sale fin sopra le ginocchia. Il freddo è ormai un lontano ricordo, cancellato dalle emozioni della discesa.

IMG_0929In basso, la neve è ancora più bella, tiriamo le ultime curve e siamo nel bosco. Ancora qualche metro e dobbiamo sganciare gli sci per percorrere il lungo tratto pianeggiante che costeggia la diga, costeggiato da stalattiti di ghiaccio appese alle rocce che rendono ancora più magico il paesaggio.

Arriviamo alla macchina con il sorriso stampato in faccia, è stata un’altra giornata straordinaria!

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